Archivi categoria: Personal

forse non tutti sanno che…

… ho anche un tumblr

E’ un po’ flickr, è un po’ blog, è un po’ instagram e nessuno di questi messi insieme

C’è chi lo usa per inserire cose di altri, chi per vedere del grande porno e chi per auto celebrarsi, come il sottoscritto. Quando ormai da tempo hai deciso di sdoganarti sul web e di affidare alla rete chi sei cosa fai e cosa pensi ben prima della comparsa di facebook, non puoi temere l’esposizione del tuo flusso pensiero tramite tumblr che ti permette di giocare con le immagini apparentemente senza un filo logico preciso.

Io su tumblr sono così: http://garagolo.tumblr.com/

Annunci

La grande nevicata del ’12

Oggi 29 febbraio 2012 finisce il mese che verrà ricordato nella memoria collettiva come quello della grande nevicata. Come un ciclo che si ripete saremo noi fra qualche anno a ricordare ai nostri discendenti il grande freddo che si è abbattuto sull’Italia non appena appariranno i primi fiocchi di una nevicata negli inverni futuri perchè d’ora in poi nessun evento meteo potrà essere uguale  alla nevicata del 12.

Giorni chiusi in casa, di strade ghiacciate, di passi incerti per paura di scivolare perchè si hanno scarpe con suole lisce, di pale non usate, di catene che non si sanno montare, della macchina lasciata nel parcheggio in attesa dello scioglimento, di camion girati sulla strada, di autobus che non arrivano per andare al lavoro.

Una nuova parola entrata nel linguaggio comune: il blizzard e proprio mentre fuori si scatenava il vento e il gelo decido di riprendere alcune immagini. Troppo freddo per uscire fuori quindi ecco la bufera dalle mie finestre.

 
Outside the blizzard

…e ora silenzio


…e ora silenzio

Originally uploaded by garagolo

cantavano le cicale a Bologna…

…quel sabato di giugno mentre arrivo ai Giardini Margherita. Seguo lo sciame colorato di gente che radunatosi sotto le due torri, attraversa le strade distratte del centro sotto l’inesorabile sole degli ultimi tempi. Poca gente in giro e il corteo ha pochi osservatori esterni. Avvicinandosi al parco si cominciano a sentire suoni confusi. E’ già tempo di scatti: le persone non si sottraggono alle istantanee anzi è un rincorrersi a regalare sorrisi e facce buffe agli obiettivi. E’ questa una caratteristica costante di tutta la giornata: siamo qui, vogliamo apparire ed esserci con le nostre facce, le nostre piume, i nostri occhi dipinti insomma la nostra normalità. I carri per la parata stanno scaldando gli amplificatori, al punto che passandovi a fianco si è proprio investiti dalle onde sonore. La giornata si preannuncia calda e qualche sfoggio di nudità in piu’ oltre a soddisfare oltre a soddisfare il proprio narcisismo, è piu’ che giustificata.

Flickr set In rainbow

Flickr set In rainbow

C’è il trenino delle famiglie omosessuali e il carro dei porno decadence, quello delle associazioni dei genitori e qullo degli amanti degli orsi. Tutti con il diritto di rappresentare almeno per un giorno le tante facce della diversità. Dalle tiare di carta che a mo’ di copricapo molti indossano si richiede laicità, modernità e uguali diritti: uno stato che sappia sganciarsi dai timori invadenti di una chiesa che pur perdendo terreno un po’ ovunque ha deciso di difendere la propria egemonia politica e culturale.  La carovana arcobaleno inizia poi il suo tragitto lungo il percorso prestabilito ed inizia una festa continua che si snoda per le strade della città fino al suo arrivo Piazza VIII Agosto. Qui la festa lascia il posto alle dichiarazioni e rivendicazioni declamate dal palco. A volte luoghi comuni, ma funzionali al messaggio di non dover abbassare la guardia all’indifferenza che questo paese sa esercitare con maestria.

Ma aldilà di tutto quello che rimane è l’aver trascorso una giornata diversa e con una serenità nel cuore contagiata dalla presenza di tutte le persone del pride gay o etero che fossero. Ed è questo che ho cercato di catturare con le mie foto e di raccogliere in questo video. E credo di esserci riuscito.

piu’ snob di così?

E’ finito il primo tempo della partita dell’italia. L’italia vince, la romania pareggia. Non sono mai stato un appassionato di calcio mio malgrado… avrei avuto vita piu’ facile… stanco da qualche giorno, ho preferito restare a casa rinunciando ad una serata tutta al maschile con i colleghi a base di piadine e pallone. Nel silenzio del ritorno a casa mi sono lasciato incuriosire dalla voci provenienti dal appartamento accanto, concitate durante i preparativi della serata . Non assistere la partita direttamente con il televisore acceso, ma partecipando in maniera indiretta, attraverso le voci, gli applausi,  i commenti compiaciuti delle ragazze, le urla, le apprensioni degli altri, che altrimenti non avrei. Dal terrazzo guardo la strada. Nessuna macchina. Le finestre dei condomini vicini sintonizzate su un unico schermo. Le voci dei vicini si confondono a quelle degli altri mentre la voce della telecronaca echeggia da una casa all’altra. Quasi impossibile non ascoltarla. Pioviggina in questo freddo giugno e non c’è la solita afa che accompagna di solito gli appuntamenti calcistici estivi. E mentre qualcuno incoraggia Gigi, cerco di condividere questo apparente disinteresse con qualche contatto online.

Ora il secondo gol. L’eco di gioia sembra diffondersi nella città come un coro unico di festeggiamenti.

Eppure trovo questo il mio modo migliore per partecipare  e coinvolgermi a questo evento.

Piu’ snob di così?

i film del cuore

ciascuno di noi ha i suoi film del cuore…

belle storie sceneggiate la cui fine non è sempre un happy end, eppure lo facciamo perchè il cuore vuol’essere alimentato, che si pianga o si rida fa lo stesso.

bastano alcune frasi, qualche serata particolare, dei respiri all’unisono che il film

si comincia a girare pur senza copione già scritto, ma con il piacere di seguirlo in presa diretta per vedere come va.

gli attori:due…belli da favola, perchè il film deve riuscire bene

poi durante le riprese qualcosa va storto, il non detto prevale sul detto, la sceneggiatura si perde e i dialoghi si riducono a frammenti, frasi spezzate, messaggi che si prestano a una doppia lettura, dove quella scelta non è mai quella giusta… eppure si continua a girare cercando di supplire con belle scenografie, belle luci, bei costumi

il montaggio poi è un disastro, ci si perde cercando di ricostruire le dinamiche e ne viene fuori una visione del tutto personale. L’uscita nelle sale si rivela un fiasco senza neanche un critico che ne dia un commento positivo, perchè la proiezione finisce con un fotogramma bruciato per colpa dell’ostinazione del regista

storia di una foto

Mi sveglio dal letargo del blog per raccontare la storia di una foto con intenti piu’ o meno disinteressati. Un tiepido pomeriggio di febbraio , una gita sull’appennino marchigiano insieme all’amico Lio. Si va per fare foto, natura, paesaggi, panoramiche con il cavalletto per provare un po’ di photomerge. In cima al Monte Petrano una spianata ampissima dove alcuni appassionati surfano sull’erba, dove spuntano dei timidi crocchi.



Sulla strada una costruzione fatiscente. Soffitti sfondati, finestre divelte e cumuli di macerie all’interno. In piedi solo i muri portanti. Un luogo affascinante, isolato sulla montagna. Sulla parete esterna si leggono le tracce lasciate da lettere ormai cadute da tempo “Casa montana della gi….” oventù”. Un “monumento” ancora in piedi del periodo fascista che sembra resistere al tempo, al vento, alla neve e dentro chissà che ricordi, di quale gioventù ormai non più tale.

Entriamo facendo attenzione da una apertura sul retro dove è rimasta una cucina economica che arrugginita sovrasta quell’ambiente in decadenza. Uno sguardo ad una stanzetta e alla luce del tramonto che vi entra. E penso che non posso lasciarmi sfuggire questa occasione. Richiamo Lio che è già uscito e gli chiedo di mettersi di fianco alla finestra. Due scatti un gioco di luci del tramonto, l’amico Lio e viene fuori forse una delle mie migliori foto.

Foto di luoghi, di oggetti, di viaggi: pochi ritratti nelle mie fotografie e dire che il tema è forse quello che piu’ affascina rappresentare, perchè la figura umana arricchisce sempre di significato uno scatto. Lo sguardo chiuso in se stesso, rivolto verso il basso, quel muro scrostato e quell’ombra così netta mi suggeriscono alcune considerazioni “…pensando ad ex-amanti, altre vite, percorsi noti ma ormai esauriti, consumati…rimango in attesa di ricostruire qualcosa…” ed attuo cosi un trasfert di me stesso in quell’immagine.

E’ la foto forse più amata del mio photostream dagli amici flickeriani che mi regalano numerosi e bei commenti. Questo mi incoraggia a partecipare al concorso di Canon “L’incarico”, dove la foto può essere visionata e votata cliccando sulla stellina in basso dopo esservi registrati. Se proprio lo volete fare…tante grazie. Torno a sonnecchiare…