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Frequenze femminili

Cristina Donà, My Brightest Diamond e St Vincent a Frequenze disturbate

Serata tutta al femminile la prima di “Frequenze disturbate” davanti al Palazzo Ducale di Urbino il 9 agosto. Elemento di spicco della serata Cristina Donà, che mi ha spinto a partecipare, visto che le sue canzoni sono state colonna sonora dei miei ultimi mesi, preceduta da My Brightest Diamond e St. Vincent, due singer statunitensi. Se devo dire la verità forse la pecca maggiore di questa serata e di avergli dato questa impronta esclusiva. Le prime due cantanti non riescono a catturare troppo la mia attenzione: troppo monocordi, simili nell’approccio su di un palco troppo grande per loro, chitarra e voce sola e quasi timide nel voler riscaldare il pubblico presente. Il rischio in questi casi che l’attenzione cada a ricercare se sono piu’ frequenti le echi di PJ o di Tori, per non parlare delle influenze della signora Guðmundsdóttir.

Il succedersi di Cristina sul palco,  anche lei con chitarra e voce, è un distacco abbastanza forte rispetto alla musica fin qui suonata. L’arrivo del gruppo e l’introduzione de “L’ultima giornata di sole” riesce poi a riscaldare il pubblico rimasto fino a quel momento un po’ distaccato.

Cristina rispetta la scaletta e da il meglio delle sue energie nella parte finale e nel bis. Negli intermezzi parlati cerca di essere accattivante rischiando di risultare un po’ forzata. In questo modo pur essendo musicista e autrice di livello finisce per non riuscire sempre a regalare con la stessa intensità dal vivo le emozioni suscitate dall’ascolto delle sue canzoni su disco

Buon 2008

Anno nuovo…tempo di bilanci… un blogger che si rispetti stila con metodo e perizia le classifiche del meglio o del peggio dell’anno passato : films, canzoni, libri, programmi ecc.

June 2008 - Giugno 2008

Beh io non sono da meno ed ecco le mie classifiche.

Qui i films visti in ordine di preferenza, la musica più ascoltata via pc, che non necessariamente comprende brani usciti nel 2007 e l’album delle foto dei viaggi.

In un eccesso di egocentrismo, mi sono divertito a creare un piccolo calendario con alcuni dei miei migliori scatti. Ha il formato di un cd case e può essere stampato e realizzato come è descritto qui, sempre che qualcuno abbia il coraggio di stamparlo…in caso fatemelo sapere sono curioso.

Auguri a tutti.

Rufus, world’s greatest entertainer

15/07/07 appuntamente al Velvet di Rimini per il concerto di Rufus Wainwright, tre giorni dopo il concertoRufus Wainwright live @ rimini di Antony, un altro degli artisti che prediligo fa un concerto dalle mie parti e non posso mancare. Questa volta un manipolo di amici mi segue, qualcuno oltre a me lo conosce già e garantisce buona musica. La scaletta prevede due parti e orario di inizio e fine di entrambe sono espressamente indicati all’ingresso: si preannunciano due ore di musica fino oltre l’una. Puntuale alle 23,15 si presenta sul palco con la sua coloratissima band di circa otto elementi, con giacca a strisce come la bandiera americana e coccarde attaccate. Inizia subito a proporre i brani del suo ultimo cd “Release the stars” e comincia subito a caricare il pubblico. Rufus ha una vocalità forte e robusta, naturalmente impostata, di quelle voci che non si stancano mai e che difficilmente rimangono afone durante un concerto perchè non si sforzano mai. Ha una simpatia innata, un tocco di glamour quanto basta e una verve ironica che cresce durante il concerto e che trasmette a tutti gli strumentisti che lo accompagnano anch’essi attratti e affascinati dalla sua capacità istrionica.  Alterna brani seduto al pianoforte ad altri alla chitarra e rivela un talento musicale non indifferente. Al termine della prima parte siamo già entusiasti.

Rufus Wainwright live @ riminiCi sorprende di nuovo tornando in palcoscenico in abiti da tirolese con tanto di canzoni alla zuava, e in questa mise ci regala una folk song irlandese cantata senza microfono con l’accompagnamento di un corno. Ma non basta, esegue con passione “A foggy day in London town”, un classico di Judy Garland le cui canzoni saranno tema di un suo prossimo disco. Il concerto termina all’ora prevista e i bis sono inevitabilmente chiesti a gran voce. Rufus ritorna sul palco e generosamente si ripresenta solo sul palco con l’accappatoio e ci regala due pezzi al piano tra cui “Complainte de la Butte” tratto dalla colonna sonora di Moulin Rouge, il pezzo con cui l’ho conosciuto. Siamo soddisfatti, Rufus non si è risparmiato e ci ha regalato due ore di musica e divertimento.

Ma non è finita qua. Ci attende l’ultima sorpresa che ci ha riservato. Rufus si prende i suoi applausi, si siede in mezzo Rufus Wainwright live @ riminial palco e guarda il pubblico che si zittisce sorpreso in attesa di qualche sua parola. Ma ecco il colpo di teatro! Da una tasca tira fuori due orecchini brillanti che indossa e dall’altra un rossetto con il quale si colora le labbra. Infila due scarpe con il tacco e si dirige verso le quinte. Tutto questo avviene quasi al buio mentre si sente trambusto sul palco. Non so cosa ancora cos’abbia in serbo, ma nella mia mente penso che è un grande. Parte la base registrata, si accendono le luci, lui ancora non si vede coperto da un musicista, mente gli altri in frac nero sono disposti in posa sul palco. E magicamente appare Rufus vestito in giacca nera, collant e cappello come Judy Garland e canta e balla “Come on Get Happy” attorniato dai suoi boys, sicuramente un evento unico anche per il Velvet! Al termine della performance il pubblico è in visibilio. Impugna di nuovo la chitarra, la band ritorna ai propri posti e con una calza smagliata, esegue uno dei suoi pezzi piu’ belli “Gay Messiah“, a mio parere uno tra i momenti piu’ emozionanti della serata. Rufus, gay dichiarato da sempre, regala al suo pubblico tutte le sue facce: il musicista di talento, il cantautore impegnato, la diva con glamour con una classe impareggiabile.

Il mio entusiasmo è forse trabordante per questo artista, ma non posso fare a meno di sentirimi privilegiato per aver potuto assistere a questa performance , che sicuramente meritava un pubblico piu’ numeroso quindi non posso che orgogliosamente indossare la maglietta arancione comprata durante il concerto che reca a caratteri cubitali il seguente messaggio “Rufus, world’s greatest entertainer Rufus in person Rufus Wainwright”

Rufus canta “Between my legs” e “A foggy day in London town”

 

Rufus as Judy Garland in “Come on get happy”

arrow1_se.gif  lyrics tv.gif video tv.gif il video originale di Judy Garland

Antony crazy live@Bologna

12/07/07 prendo mezza giornata di ferie e vado al concerto di Antony a Bologna. Dico a miei amici “Vado al concerto di Antony”…”Antony chi?Ma che musica fa?” …mi sento chiedere…ed io “musica acustica…una voce molto particolare…una grande sensibilità…”. Antony & the Johnsons a Bologna…e quando mi ricapita? Vado comunque anche se non sono riuscito a suscitare curiosità o interesse da parte di amici e conoscenti. E’ una giornata calda ma piacevole e  Bologna è accogliente. Antony and the Johnsons

Piazza Santo Stefano dove si tiene il concerto è già gremita dalle otto. I posti a sedere sono occupati con tutto l’occupabile, preferisco stare in piedi tra la folla, ascoltare le voci, i commenti, le aspettative. Ci sono gli affezionati che partecipano ad ogni sua data in italia, quelli che non lo conoscono per niente, portati dall’amico o dall’amica, i bolognesi che passano curiosi per quello ci sarà. Alle 21,50 inizia il concerto, silenzio. Prima entra il gruppo, in dieci vestiti di bianco che si dispongono a semicerchio. Poi arriva Antony, con la sua aria da ragazzone paffuto un po’ goffo vestito di nero. Inizia a cantare e il suo vibrato a volte disperato, a volte straziante comincia ad echeggiare nella piazza, si vedono le note che gli passano attraverso il corpo prima di uscire dalla sua bocca. La sua fisicità è anch’essa strumento come la sua voce. La platea è silenziosa e attenta quando Antony esegue alcuni brani meno noti come “The Guest” di Leonard Cohen, ed esplode in applausi quando ne riconosce gli attacchi Twilight, Cripple and the starfish, For today i’m a boy, Fistful of love. Presenta la canzone “I fell in love with a dead boy” una delle prime canzoni che ha scritto. Questa canzone è particolare perchè ha qualche istante di silenzio dopo un breve prologo. E anche durante il concerto vengono eseguiti questi secondi di silenzio…forse 10, 15 secondi, l’orchestra si ferma e sembra quasi che non riesca ad andare avanti come se improvvisamente non stesse piu’ sul palco, la platea non esistesse e fosse rimasto solo a cantare immerso nei ricordi che quella canzone gli suscita. Un emozione grande. Ma Antony si diverte e vuole divertire pur emozionando e regala anche una sua personalissima versione di una canzone di Beyoncè “Crazy in Love” che viene trasformata in una ballata ostinata e struggente. Due ore di musica e qualche suo breve commento…niente di piu’. Esegue “You are my sister” come primo bis e se ne va. Si fa richiamare giustamente a gran voce sul palco, perchè il pubblico non ne vuole sapere di andarsene senza ascoltare un ultimo brano, il brano che tutti si aspettano. Rientra insieme a due strumentisti e si mette al pianoforte e attacca “Hope there’s someone”. Chi spera che ci sia qualcuno o chi l’ha trovato finalmente è contento. E pure io.

Non potevo esimermi…

Si lo so sono stitico a livello di post, ma non potevo esimermi da allegare questo video, la cui canzone è stata rappresentativa di questa mia estateMoltheni continua a essere tra i miei preferiti pure con l’ultimo cd.

Godetevi questa “finta gioia”

Gli altri video qua….

Ta-Dah…rieccoli qua

Sono tornati…ed erano da me attesi. Li ho scoperti per caso leggendo qualche recensione su altri blog un anno e mezzo fa con il loro primo album. In settembScissor Sistersre è arrivato il secondo e non so seil singolo sia in rotazione anche nelle radio italiane in questo periodo visto che la mia autoradio ha tirato le cuoia, ma so che in inghilterra sono primi nelle charts. Sto parlando degli Scissor Sisters, e mi frega poco se sono considerati glamour, fatui o leggeri. A me divertono, le loro canzoni mi trasmettono voglia di ballare e sorridere. Fanno della musica colorata e li ritengo una proposta musicale intelligente che sa essere innovativa pur mescolando ritmi degli anni ’70-’80. Forse proprio per questo mi piacciono, perchè sanno comunque reinventare un genere…perchè qua e là si sentono echi di cose già ascoltate e familiari all’orecchio. Le voci in falsetto, la musica elettronica, i classici della disco e anche qualche ballata lenta. Assolutamente consigliati per esaltare quelle giornate di umor nero o anche solo per ballare senza pensare in casa da soli nella sala con una sfera specchiata che gira…

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Joan as my favourite

Via TOM scopro il disco “Real Life” di Joan as Police Woman un gruppo newyorkese di cui finalmente godo di un album di cui mi piacciono tutte le canzoni. So che sono stati recentemente in Italia come supporter di Battiato… sapendolo mi sarei visto l’intero concerto anche se mi sono riproposto di astenermi da concerti di Battiato per un po’ di tempo (nè avrò visti una decina suoi negli ultimi cinque-sei anni con emozioni che di volta in volta si affievolivano….).

Invece questa Joan, con le sue sonorità calde e di classe, ha il potere di catturarti un po’ alla volta…e hai voglia di averla come sottofondo mentre guidi in macchina, o cammini come un ebete con l’mp3 player nelle orecchie o scrivi un post nel blog. Inizia con una ballata per voce e piano “Real Life” e ti abbandoni alle note, poi leggi il testo e vorresti dichiararti “vita vera” per qualcuno con la stessa semplicità. Chiudete gli occhi e immaginate di volare nel pezzo centrale in cui dice

” ‘cause i’m real life
and you’re real life
and we’re real life
we’re real life ”

In “I defy” duetta con il “nostro” Antony, (sempre più conteso anche perchè Joan una volta è stata un Johnson) il quale arricchisce la canzone con la sua voce coinvolgente e al solito disperante (il finale ripetuto “ooh now i’m loving you how could it be different?”).

Scorrendo via tutte le altre otto tracce si rimane piacevolmente conquistati. Lo consiglio…. music.gif tv.gif arrow1_se.gif