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Divertirsi con la sovrana

Leggero, frizzante, un soggetto a dir poco originale che prendendo spunto dai rigidi protocolli di cui è circondata la corte inglese, dove tutto dalla scelta del cappellino o la minima smorfia ad un incontro con il popolo è stato già pensato e calcolato.

Immagine di La sovrana lettrice

L’autore immagina che improvvisamente grazie alla scoperta della lettura, di cui la regina non aveva mai avuto bisogno perchè sopra tutto e tutti, questa riesca a valorizzare un lato umano di sè che sorprende se stessa e il suo entourage. Un’ironia tipicamente inglese pervade le poco meno di 100 pagine: esilaranti sono il tratteggio che ne viene fatto del principe consorte e del rapporto con la regina, e i colloqui con il primo ministro. Una lettura consigliata per alleggerirsi lo spirito con ironia e umorismo tipicamente inglese.

strade, bottiglie e scaffali virtuali

Immaginate un mondo senza più guerre perchè tutto è già stato sparato, un mondo senza religioni perchè l’unico credo è la sopravvivenza, un mondo in cui la natura non produce perchè definitivamente sconfitta dalla follia umana, un mondo in cui solo i mutamenti atmosferici danno un senso di qualcosa che cambia.

Immagine di La strada

Questo è lo scenario sconfortante in cui è ambientato “La strada” di Cormac McCarthy, una strada di cui si fa fatica a riconoscerne i contorni perchè ormai una cenere indistinta ha ingrigito il mondo, ma è l’unico punto di riferimento per un padre e un bambino la cui destinazione è il mare. Se in tanti hanno provato a disegnare quale potrebbe essere la dimensioni del mondo, un domani che le risorse fossero definitivamente esaurite, quella di McCarthy seppure nella sua visione catastrofica, ha sicuramente una dimensione che sento molto realistica per la sua quasi imminenza.

Ormai il mondo sembra cosi indissolubilmente legato alle risorse energetiche fossili, che pur sapendo che si esauriranno prima o poi non fa nulla per trovare delle alternative e ci si troverà di far fronte ad un’economia che non riuscirà più a produrre. Occorre un cambiamento culturale nelle nostre piccole azioni quotidiane, basta con la cultura dell’usa e getta, ma tornare ad un uso più equo dei materiali. Ho ancora ricordo della bottiglia di vetro del latte davanti al cancello di casa la mattina presto e di quella vuota che si lasciava la sera precedente. La stessa cultura del riciclo del vetro prevede la distruzione e la rigenerazione del materiale con ulteriore aggravio energetico quando le bottiglie si potrebbero riutilizzare dopo la sterilizzazione.

Ritornando al libro che ti attanaglia fino alla fine, scoperto grazie a uno dei miei pusher preferiti della rete, si percorre questo viaggio a fianco dei due protagonisti dove lo scrittore ci porta nei pensieri sia dell’uomo che del bambino, in una visione grigia ma non disperata di un mondo che dalle ceneri potrebbe ricominciare partendo proprio dai valori piu’ elementari. Io che sono un sonnecchiante lettore con pile di libri da finire sul comodino, mi sono appassionato e lo consiglio.

E nel frattempo ho riempito pure il mio scaffale online, dove ho raccolto le letture “finite” degli ultimi anni. Un’altra comunità virtuale dove confronti i tuoi gusti con altri e misuri le tue affinità. Interessante, divertente e utile.