io, marzo 1978

Ci sono situazioni magari anche banali, nella vita di ciascuno di noi che si imprimono indelebilmente nella nostra memoria perchè legate ad alcuni eventi della storia. La finale dei mondiali di calcio, l’11 settembre, un terremoto. Inevitabilmente ricordiamo dov’eravamo e cosa facevamo quel giorno. Il 16 marzo 1978 ero a scuola, frequentavo la prima media. Alla terza o quarta ora lezione di disegno. Il professore, un artista, un uomo estroso, dai capelli grigi sempre spettinati e apparentemente sulle nuvole, entra in classe con una faccia terrea e ci comunica che poco prima era stato rapito Aldo Moro e uccisa la sua scorta. Poco capivo di politica allora e che importanza avrebbe avuto nella storia della repubblica. Era la fine degli anni 70, guardavo scorrere gli anni di piombo guardando i telegiornali della rai in bianco e nero, e ci si era quasi abituati al fatto che ogni tanto ci fosse un attentato, un rapimento, una bomba. In tv non perdevo una puntata di Heidi e presto mi sarei appassionato alle vicende di Goldrake. Alla lettura dei libri affiancavo i giornaletti a fumetti. Uno in particolare di cui non perdevo un numero (il per me mitico Corriere dei ragazzi diventato poi Boy Music) nel quale i protagonisti erano adulti: poliziotte tettute e investigatori dal fisico scolpito, primi emblemi di un sesso raffigurato di cui non conoscevo nemmeno l’abc. E poi notizie musicali, testi di canzoni e poster dei cantanti con i quali avevo tappezzato le pareti di camera mia. Il primo 45 giri acquistato: “Summer Nights” tratto da Grease (1500…2000 lire?) che potevo finalmente suonare in una piastra per dischi usata nel salotto di casa. Un ragazzo con degli improbabili occhiali a goccia che si scurivano alla luce e la riga a destra tra i capelli che si apprestava al traghettamento verso l’adolescenza con quel senso di smarrimento e di terrore visto nello sguardo del professore, difficile da dimenticare

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5 pensieri su “io, marzo 1978

  1. movida69

    nel 1978 di anni ne avevo 11. e anch’io. ricordo, come te, sguardi smarriti e visi terrei.
    Tra heidi, goldrake e girelle. e le prime domande. e i primi smarrimenti. di qualcosa che non capivo. che non capivo bene. ma che era la vita. quella dove stavo camminando anch’io.

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  2. ubik_57

    ero all’università, alla Sapienza, per un’esame di sociologia del diritto, alla Facoltà di Giurisprudenza dove ero iscritto. La notizia del sequestro di Moro era appena arrivata ma riuscì a fare l’esame prima che sospendessero tutte le attività. In quel periodo all’università di Roma i terroristi si muovevano praticamente alla luce del Sole. I volantini delle BR e di altri gruppi simili erano distribuiti tra i banchi.

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  3. MadMark

    compivo 4 anni due giorni dopo, ma mi ricordo ancora del Goldrake. Dovevo accontentarmi di guardarlo in bianco e nero su una piccola TV arancione, io che amavo cosi tanto i colori.

    In un momento nostalgico ho beccato un post nostalgico, cosa voglio di più?

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  4. nataconlavaligia

    Caspita che viaggio nella memoria che mi hai fatto fare: quel giorno avevo 7 anni. E ricordo mia nonna che stette male per questa notizia (e ancor di più quando trovarono il corpo, ormai senza vita di Aldo Moro, nella Renault 4.
    Ricordo Amanda Lear che cantava “voulez vous un rendez-vous tomorrow…”
    Grazie per questo tuffo nel passato.

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