Noi che non siamo altro che chiappe rammollite

INTO THE WILD di Sean Penn è un film molto bello e imperfetto, perchè narra con rispetto e delicatezza, ma senza facili esaltazioni, l’insano ideale di relazione con il mondo inseguito con ossessione dal protagonista. A volte il regista indugiandoInto the wild forse un po’ troppo in immagini da cartolina di alcuni paesaggi selvaggi incontrati nel percorso ma non si può dargli torto che avendo come sfondo alcuni dei territori più belli degli Stati Uniti, non si poteva fare altrimenti. Difficilmente nella vecchia Europa un ragazzo europeo avrebbe potuto trovare un luogo in cui effettivamente vivere nella solitudine più totale. Nel film, tratto da una storia vera e documentata con un diario, il protagonista decide di diventare Alexander Supertramp di far perdere le sue tracce per lasciare una vita apparentemente tranquilla e raggiungere l’Alaska. L’Alaska in realtà non è altro che un alibi per provare a se stesso che la solitudine può essere una dimensione di vita che non ti fa mancare nulla ma è anche lo strumento piu’ torturante per infliggere una punizione sia ai propri genitori rei di non avergli insegnarto un modo per relazionarsi con l’altro sia a se stesso mentre immola la sua giovane età in un desiderio di fuga che si sviluppa via via delirante. Niente possono fare per distoglierlo le persone incontrate durante il suo cammino. Unico rifugio di conforto la lettura e la scrittura. Noi chiappe rammollite sulle poltrone, che a volte pensiamo di trovarci in terre selvagge e desolate nel nostro cammino interiore,  assistiamo impotenti ma con una stizza di reazione alla fine annunciata e disperante, perchè forse in quel cammino siamo già consapevoli che la condivisione rende reale la felicità.

Un pensiero su “Noi che non siamo altro che chiappe rammollite

  1. movida69

    … disperante sì. però a me resta lì, sospesa, una domanda. perché nessuno ci insegna a vivere seguendo i nostri ideali, a seguire il respiro del mondo, a non accettare sì fasulli e no imposti, perché ci costringono a seguire strade decise e pensate da altri al di fuori di noi, foraggiando sensi di colpa e ricatti morali ogniqualvolta una persona decida, senza strafare, semplicemente di vivere i suoi tempi, i suoi ritmi, le sue scelte diverse dalle aspettative e dai progetti di chi magari gli sta accanto?

    … nb: io ci sto provando. con me. con i miei figli. altro che Saturno contro😉 però ne vale la pena.

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