L’ingegnerino dalla piuma rossa

Non mi ero mai posto di cosa volesse dire stare dietro le quinte in un teatro. Quando da spettatore vedevo una rappresentazione mi ponevo di fronte solo a quello che vedevo, lasciandomi emozionare da chi o che cosa fosse in scena. Sopra un palcoscenico teatrale c’ero già stato durante qualche memorabile ma raro concerto. Immobile con una partitura tra le mani, seguendo i cenni del direttore e modulando la mia voce a tempo di musica. Ricordo: il buio in sala, il silenzio, il pubblico indistinto che respirava come se fosse una sola anima, l’adrenalina che fa tremare il palato e che mi confermava che c’era emozione, l’applauso liberatorio. Ma farne parte, entrare nella scena, partecipare anche con la mia faccia e con il mio corpo non mi era mai capitato finchè non ho incontrato Donizetti sulla mia strada.

No, non sono rimasto folgorato dalla musica del compositore bergamasco, non in senso letterario, ma mi sono trovato nel giro di un anno a dover accompagnare come corista alcune sue opere, l’ultima delle quali Don Gregorio, rifacimento dello stesso autore, per il teatro San Carlo di Napoli, della piu’ nota “L’ajo nell’imbarazzo“. Il protagonista è il precettore dei figli di un marchese integerrimo e misogino ed ha il compito di educare i due giovani e di tenerli alla larga dalle donne viste come simbolo della perdizione. In realtà i due si danno da fare alle spalle del padre con le sole due presenze femminili in scena: una vecchia cameriera e una vicina di casa con tanto di figlio appresso. Da qui si dipana una vicenda di equivoci e sotterfugi con il sospirato lieto fine. Testimoni severi, ma fino a un certo punto, di tutte le vicende la schiera dei camerieri che è interpretata dal coro.

Ah, terremoti! Ah, miseri: e come si farà?

L’edizione moderna che come quella originale vede sostituite le parti dei recitativi con dialoghi, disegna la figura del protagonista attingendo a piene mani dal reportorio classico del teatro napoletano. Don Gregorio a volte è De Filippo, a volte Totò, a volte Nino Taranto grazie ad una magistrale interpretazione a tutto tondo di Paolo Bordogna, che ha contribuito alla riscrittura di alcune parti. La scelta registica poi di rappresentare il tutto come una tragicommedia dei segreti, ciascuno dei personaggi ha un segreto da nascondere, primo fra tutti Don Gregorio che ama travestirsi nel privato, ha il pregio di rivitalizzare l’opera con freschezza e vivacità che diverte gli spettatori e magari fa storcere il naso ai melomani di tradizione.

Pur avendo pochi interventi in scena è stato comunque divertente e appassionante partecipare a questo allestimento condividere le giornate di prova e le rappresentazioni con un cast artistico di tale levatura, considerando poi che nella stessa giornata dovevo dividermi tra le scrivanie dell’ufficio e le assi del palcoscenico. Non essendo un grande appassionato di lirica mi approccio all’opera senza conoscere nulla né della storia né dell’impianto musicale e questo contribuisce ad accrescere in me la curiosità e l’entusiasmo nella costruzione dell’evento durante le prove.

Lo sguardo da dietro le quinte

E cosi da dietro una quinta, nei momenti di pausa in cui non ero in scena, con l’immancabile fotocamera tra le mani, mi sono goduto lo spettacolo da vicino e mai come stavolta è stato piacevole esserci.

Il secondo atto è poi un susseguirsi di travestimenti da parte di tutti i personaggi per accogliere finalmente una donna in casa che rimane l’unica vestita in abiti maschili, mentre pure il coro abbandona l’austerità del gilet e della parananza da cameriere, per indossare vestaglie di chiffon e bolerini con boa di piume per prodursi in un finale colorato e glamour alla “cage aux folles”.

Pubblico entusiasta nelle due serate messe in scena al teatro della fortuna di Fano a chiusura del Carnevale e non poteva essere altrimenti.

Per rendere l’idea un estratto video da un precedente allestimento al Wexford Festival Opera 2006 ma che annovera lo stesso cast di Fano.

 

Per chi è interessato prossimamente qui …. ma senza il sottoscritto ovviamente…🙂

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