Teste senza parrucca

e nel frattempo anche un po’ di teatro…

Per la seconda volta, nel giro di un anno ho avuto l’onore di essere incluso nel cast di un’opera lirica. Lo ritengo un privilegio poter calcare un palcoscenico, smettere di essere l’impiegato alle prese con le beghe della vita quotidiana di ufficio e calarsi nella finzione piu’ affascinante del melodramma per essere partecipe e complice  di un amore contrastato, che non lascia superstiti i due amanti. Per due settimane il mio tempo libero dedicato totalmente a prove musicali, di regia e di costumi. Ed è sempre un’esperienza appagante vedere creare l’allestimento e quel che succede dietro le quinte, i movimenti degli attrezzisti, gli accenni dei cantanti, la complicità tra colleghi, le luci dei camerini del trucco. Poi la prova generale dove tutto deve andare come dovrà essere. E l’emozione adrenalinica è forte alimentata dal timore di non ricordarsi un attacco, o di non riuscire a vedere il direttore, o di sbagliare la posizione nella scena. Poi tutto va e il sipario si chiude con dentro soddisfazione e già nostalgia per dover lasciare quel palco e quella parrucca con cui ho giocato, per dirla all’inglese, a essere un altro.

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