4 mesi 3 settimane 2 giorni

Può accadere al primo giorno di programmazione, in un inizio di stagione con pochi titoli usciti di grosso richiamo, che  un film romeno, vincitore della palma d’oro di Cannes 2007, si trovi programmato in una sala di un multiplex e il giorno successivo 4 mesi 3 settimane 2 giornidirottato in un piccolo cinema in centro. Bastava leggere le note di regia del film  “4 mesi 3 settimane 2 giorni“, per capire che la tematica trattata, due ragazze alle prese con un aborto clandestino nella Romania pre-Ceausescu, fosse poco affine al giovane pubblico che prevalentemente in tali sale vuole passare due ore senza pensare, sgranocchiando popcorn e il bicchiere di coca infilato nel bracciolo.  Eppure non sarebbe male invece che questi giovani si beccassero un bel pugno nello stomaco da questo film che molto da pensare sulle sofferenze che ci si può infliggere accampando castelli di bugie. Un film che per nulla vuole compiacere lo spettatore, ma che lo coinvolge, trattenendolo comunque incollato allo schermo fino al finale liberatorio per tutti.  Niente musica, sequenze con inquadratura fissa per lunghi interminabili minuti, che riescono a trasmettere l’ansia crescente della protagonista, in una scenografia scarna ed efficace nell’incorniciare lo squallore e la disperazione  di quello che sta per accadere.

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