Stoccolma l’indifferente

9 agosto 2007. Finalmente parto per Stoccolma. Messi da parte i rigagnoli d’ansia che si insinuano prima di ogni mio viaggio e soprattuto quando decido di farlo da solo, parto da Rimini con un ottimo volo della Ryanair che atterra in territorio svedese alle 23,00 nel piccolo aereoporto di Skavsta, a circa un centinaio di km dalla capitale. Dopo meno di un quarto d’ora dall’atterraggio ho già recuperato la mia valigia, a differenza dei grossi inconvenienti capitati nei più grandi aeroporti italiani. Nonostante sia molto tardi leggo su internet che vi sono mezzi di trasporto che attendono l’atterraggio di ogni volo per raggiungere Stoccolma e cosi è. Alle 23,30 sono già su un comodo pullman della flygbussarna. Mi aspettavo un clima piu’ fresco per l’ora invece è abbastanza caldo. Per l’albergo ho optato per l’hotel Formule1, una sistemazione abbastanza spartana, (singola con bagno e doccia in comune nel piano) e un po’ lontano dal centro, ma mi ero accertato fosse vicino a una stazione della metro e raggiungibile con bus notturni. Trovare una sistemazione in centro con prezzi accettabili non è stato facile a meno che non avessi accettato l’idea di condividere la notte in qualche ostello in stanzoni da 10 14 posti, ma ho scartato a priori l’ipotesi. Peccato perchè in alcuni casi si trovavano su barche galleggianti o in un carcere ristrutturato e non era male come possibilità. Ho anche esplorato l’ambito bed & breakfast, ma a differenza di altre posti a Stoccolma chi mette a disposizione come b&b una o piu’ stanza si rivolge ad un agenzia che mette in contatto domanda e offerta. Difficilmente ho trovato siti online dei proprietari con i quali mettersi d’accordo direttamente. Una di queste agenzie mi aveva pure risposto proponendomi una stanza a Sodermalm, ma la trattativa non è poi andata in porto perchè non ho piu’ ricevuto risposta nonostante l’invio dei miei dati, e ho preferito la prenotazione più sicura dell’albergo.

All’una meno 10 sono al CityTerminal della stazione Centrale. Il mio bus è il 191. Dopo aver corso il rischio di acquistare il ticket di un parcheggio piuttosto che il biglietto per l’autobus, alla fermata ho il primo contatto con una coppia di svedesi. Entrambi hanno un alito alcoolico che si sente alla distanza, lei assomiglia ad Agnetha degli Abba con qualche anno in piu’ e si sventola di continuo un po’ seccata, lui invece attacca discorso incuriosito dalla mia valigia. Scopriamo di andare nella stessa direzione e si propone spontaneamente di aiutarmi. Nel frattempo lui mi racconta che vive a 400 km a nord mentre lei a 300 km a sud, che si conoscono da un anno ed è la seconda volta che si incontrano a Stoccolma. Da alcune frasi deduco che possano essersi conosciuti via internet. Lui l’ama tanto ma lei non lo sa ancora, mi dice mentre la tipa alza gli occhi al cielo sempre dandosi aria. Vuole sapere da che parte dell’italia arrivo e visto che a parole non riesce a capire, provo a schizzare con una matita lo stivale per indicargli la mia provenienza. Nel momento in cui aggiungo il triangolo della Sicila con un sorriso mi dice “Mafia!”, sorrido anch’io tra l’imbarazzato e lo sconfortato.

Verso le 2 arrivo all’hotel, faccio il check in automatico tramite la carta di credito e il numero di prenotazione e mi viene stampato la ricevuta di pagamento di una sola notte con il numero di stanza e codice di ingresso. La stanza è addirittura una tripla con un matrimoniale e un letto a castello e per 42 euro non è male. Bagni e doccie sembrano quelli di una cabina di un aereo, estremamente compatti ma abbastanza puliti.

Il primo giorno mi sveglio con calma pago le stanza per i giorni successivi e mi dirigo verso la metro. Questa volta sono orfano della mitica Lonely Planet che in italiano dedica solo un volume al la Svezia e sfogliandolo in libreria ho trovato abbastanza scarno sulla capitale. A Obiettivo è quello di acquistare la Stockholmcard che mi dovrebbe consentire per tre giorni trasporti su tram, metro e traghetti illimitati e l’accesso a circa 60 attrazioni. Il tempo è nuvoloso ma fa comunque caldo. Scendo a Gamla Stan isoletta dove è concentrato il centro Storico di Stoccolma con edifici caratteristici. Giro un po’ per le stradine piene di negozietti tipici e di turisti in cerca di qualche souvenir, gli italiani sono riconoscibilissimi e sono sempre quelli piu’ chiassosi ahimè.Gamla Stan

 

 

Trovata la card e fatto un primo cambio di corone direttamente al bancomat mi dirigo per un brunch al chokoladcoppen, caffè gay-friendly caratteristico nella piazza principale. Mi faccio un buonissimo panino al prosciutto e formaggio e mi guardo in giro. Davanti a me si siede una famiglia italiana, lui lei e due bambinette. La madre con tipico accento romanesco dice “ Che carino sto posto” non accorgendosi che appese alle sue spalle e in tutte le altre pareti ci sono diverse foto d’epoca di uomini nudi.

Esco poco dopo mezzogiorno e essendomi risparmiato un breve acquazzone giusto in tempo per vedere il cambio della guardia. Uomini in uniforme blu e casco argenteo a cavallo raccolgono manipoli di turisti armati di macchine fotografiche. Sono vicino al Palazzo reale ed è una delle famose 60 attrazioni della card per cui ne approfitto per dare un’occhiata. Francamente non amo re e regine né tantomeno le loro residenze, che sono composte una serie interminabile di stanza con mobili e pacchianerie inutili. Scorro velocemente i vari appartamente cerco di interessarmi alle vicende della famiglia reale ma non mi appassionano, né tantomeno il museo che c’è nei sotterranei. Decido di evitare le sale del tesoro. Bene mi dico che ho altre 59 attrazioni e decido di affrontare forse quella piu’ interessante che è il Vasa Museet, museo che ha al suo interno un vascello del 600 praticamente intatto, perchè sfortuna volle che affondò poco dopo il varo con tutte le suppellettili previste per il viaggio. Un errore di bilanciamento e il mare si inghiottì tutto equipaggio compreso e la nave rimase immersa fino alla fine degli anni ’50 periodo in cui il governo svedese decise di finanziarne il recupero. Effettivamente è qualcosa di unico. Il vascello è imponente, perfettamente conservato ed è possibile guardarlo da diversi piani. Scatto diverse foto, Interessante è lo studio compiuto sugli scheletri ritrovati che hanno permesso di verificare tra l’altro che l’altezza media degli svedesi di quel periodo era su 1,70. Mi consolo un tempo anche gli svedesi erano bassi come me! Alle 17,00 il museo chiude. Ma non solo questo museo, tutti gli altri musei e tutte le famose attrazioni pubblicizzate dalla mitica Card. In effetti in Svezia tutto inizia non prima delle 10 e finisce tassativamente dalle 17.00 alle 18, qualche grande magazzino può arrivare al massimo alle 19. Non mi resta quindi di fare un giro a piedi ancora per Gamla Stan, dove i negozi sono rigorosamente chiusi. Cena di meatballs da Mandus e torno in albergo.

 

Il bello e il brutto di fare un viaggio da soli è che puoi fare e disfare il programma della giornata a tuo piacimento sentendoti solo le lamentele di te stesso. Una seconda voce interna c’è sempre che dice che avresti potuto fare un’altra cosa piuttosto che questa, ma bisogna imparare a conviverci. Il mattino dopo invece mi sveglio di buon’ora e visto che una bellissima giornata di sole con un cielo terso seguo il consiglio di un altro viaggiatore che decanta le bellezze del giardino della residenza estiva dei reali il Drottningholm Palace.  Drottningholm PalaceSi non mi era bastato il giorno prima ancora reali ma ho voglia di stare all’aria aperta e poi nell’elenco del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Faccio un po’ di foto e do un’occhiata veloce alle stanze del palazzo, per poi immergermi nel verde del parco, che è effettivamente immenso ma mi sarei aspettato a dire il vero qualcosa di piu’ dai giardini. La mia card mi permette un ritorno via traghetto, ma con il mio solito tempismo arrivo al molo che la barca è appena salpata. Torno via bus e metro e mi dirigo verso la casa delle farfalle nell’Haga Park consigliata dalla card e dai diari in rete.Questo è un piccolo padiglione all’interno del quale vi sono diversi giardini ricostruiti e anche una sezione nella quale svolazzano le piu’ diverse specie di farfalle. Ne approfitto di fare un po’ di foto con macro con la mia nuova Cybershot (in questo viaggio la mia fida Konika ha lasciato il testimone a un piu’ moderna macchina fotografica). Carino ma, ma forse qualcosa di piu’. Nel frattempo il cielo si è rannuvolato e decido di dedicare il pomeriggio al museo dell’architettura e d’arte moderna Moderna Museet, ovviamente devo arrivare in tempo utile per una visita, alle 18 chiude. E’ un bell’edificio sia dentro che fuori, un po’ deludente la sezione dell’architettura, mentre la parte dedicata all’esposizione d’arte merita veramente. Uscito dal museo poco distante fanno una presentazione di una mostra. Mi fermo a bere del vino offerto e fingo di ascoltare le letture in svedese che fanno davanti a un pubblico, presumo, di giovani artisti.

E’ ritornato il sereno e sul tramonto di Stoccolma volano le mongolfiere. Mi fermo a guardarle lungo le rive dei canali. Visto che i diari raccomandano di cenare presto mi fermo presso il caffè dell’Ostello AF Chapman, per un’insalata di bulgur e verdure ottima e una buona birra.

 

Domenica mattina colazione di nuovo chokoladcoppen con torta al cioccolato. Le alternative per il programma della giornata sono le piu’ diverse, ma accuso un po’ di stanchezza, la serata precedente l’ho passata in un locale vanamente per fare un po’ di conoscenze e vedere come trascorrono gli svedesi il sabato sera che oltre a bere tantissimo si divertono molto con le canzoni melodiche dell’eurofestival. Portrei fare un giro di panoramica sul traghetto, ma davanti alla biglietteria mi accorgo di aver perso la Card e l’accesso alle altre 54 attrazioni ancora da visitare in mezza giornata.

Mi incazzo un po’ con me stesso ma mi sento finalmente libero di scegliere. Decido di visitare il museo Nazionale che tranne alcune opere minori di artisti conosciuti presenta prevalentemente opere pittoriche di artisti svedesi a me poco interessanti. Meglio la sezione dedicata ai mobili e al design dove si può vedere come si è sviluppato nel corso dei secoli lo stile Ikea. Pranzo al museo e la stanchezza prende il sopravvento del resto la convivenza con se stessi non sempre è facile, per sedare le voci interne decido che forse se vado a riposare in albergo non è poi cosi male.

 

 

La serata decido di trascorrerla in un ristorante che si trova a bordo di una vecchia nave attraccata al molo. Mi distendo un po’, cercando di carpire i discorsi degli altri e mi riconcilio con me stesso passando una piacevole serata, e anche in questo caso in una delle sale da ballo le immancabili canzoni svedesi dell’eurofestival.Avendo fatto la city stockholm bikes card per un giorno che permette di prelevare in diversi punti della città una bicicletta per tragitti non piu’ lunghi di tre ore il giorno dopo mi dirigo verso la zona di Lidingo, un’isola residenziale dove gli stoccolmesi hanno le case piu’ belle e dove c’è il MillesGarden, la residenza di un artista svedese, ora trasformata in museo, nel cui parco a terrazze a ridosso sul mare sono dislocate le sue opere scultoree fatte di angeli, uomini, doHand of Godnne dallo sguardo intenso e in alcuni casi sembrano stagliarsi nel cielo issate su alte colonne e sembrano prendere il volo. Una piacevole sorpresa e un belvedere su Stoccolma. Il pomeriggio decido invece di dirigermi da parte diametralmente opposta verso Skogskyrkogården, il cimitero del bosco, anch’esso annoverato come patrimonio dell’umanità dall’Unesco. E’ un enorme parco progettato all’inizio del secolo con l’intento appunto di realizzare una nuova idea di cimitero, nessuno triste condominio di loculi tipico dell’italia, ma un luogo di pace e di verde dove è possibile girare in bicicletta o farsi una passeggiata immersa nel verde. Penso che il grado di civiltà di un popolo si misuri anche nell’approccio al culto dei morti.

 

Essendo l’ultima giorno del viaggio mi dedico a uno shopping veloce presso H&M che per fortuna chiude alle sette e decido di visitare la parte sud denominata SOFO, ricca di negozi alla moda ovviamente chiusi.

 

Il tramonto me lo godo dalla piattaforma sospesa del Katarinahissen ove è possibile godere un panorama a 360° della città.

 

Che dire di Stoccolma? Si mi sarei aspettato qualcosa di piu’, pensavo che dal punto di vista architettonico fosse piu’ bella invece tolto Gamla Stan è una città abbastanza moderna, pulita, efficiente ma non bella, chiamata Venezia del Nord, ma con la quale ha ben poco a che fare. Le cose piu’ belle forse sono le persone uomini, donne, bambini, tanti bambini di genitori giovani, segno che le politiche familiari sono tali ed efficaci. Magari in inverno con la neve Stoccolma assume un aspetto diverso piu’ affascinante, invece mi rimane un po’ indifferente,…forse perchè indifferente le sono apparso anch’io.

 

Nel seguente video mi sono divertito a montare un po’ di scatti e di filmati, la scelta della musica di sottofondo la trovo perfetta, ed è una canzone melodica molto popolare in Svezia.

Per chi si vuol vedere con calma le foto qui la galleria di Stoccolma

Note per i viaggiatori: in questa mappa di Google ho raccolto i posti visitati nel viaggi e qui raccontati.

Conviene la stockholmcard? Forse è preferibile una tessera per l’accesso ai mezzi di trasporto per tre gg o una settimana, come mi avevano consigliato la coppia di svedesi all’inizio del viaggio.

9 pensieri su “Stoccolma l’indifferente

  1. Claudio

    Complimenti per le foto, sono da professionista!
    Manifestano il tuo gusto e la tua sensibilità: bravo!

    Rispondi
  2. elaman

    ciao.. alla ricerca disperata di informazioni sul hotel formule 1 di stoccolma google mi ha portato sul tuo blog. Anche io arriverò con la Ryanair intorno alle 23 e una volta giunta alla t-centralem temevo, nell’aventualità di trovare chiusa la metro, di dover prendere il taxi. Ma dal tuo racconto è emersa una terza possibilità gli autobus!!:-) confermi che sia proprio il 191 a portarmi nelle vicinanze del Formule 1?? grazie in anticipo

    Rispondi
  3. garagolo Autore articolo

    ciao,
    grazie del commento e della visita
    ti consiglierei di consultare il sito dei trasporti di Stoccolma per maggior sicurezza…scrivendo giorno di arrivo e itinerario scelto.
    Magari a seconda della stagione possono variare orari e percorsi
    il sito è questo
    http://www.sl.se/Templates/SubStart.aspx?id=1906

    Per tutta una serie di informazioni pratiche e utile ti consiglio la zingaguida di Stoccolma di http://www.zingarate.com
    La trovi a questo indirizzo http://www.zingarate.com/wiki/wiki_scheda.php?f=17

    buon viaggio
    e fammi vedere le foto se le pubblicherai!

    Rispondi
  4. Luana

    Grazie per tutte le info.
    Partirò per stoccolma il 24 maggio e poiche starò li una settimana da sola, tutti i tuoi suggerimenti sono molto graditi.
    In realtà ho tre accompagnatori ma loro avranno conferenze,corsi e robe varie tutto il giorno, quindi io mi grodrò la città da sola🙂
    Ciao
    Luana

    Rispondi
  5. Odensson

    vedere una volta sola stoccolma, e per di più per soli 3 giorni non ti fa rendere conto di quanto sia effettivamente la migliore città del mondo.
    Peccato.

    Rispondi
  6. TITTI

    MA L’ICE BAR C’è ANCHE A ROMA IN VIA MADONNA DEI MONTI, è ESATTAMENTE COME QST, L’INGRESSO COSTA 15 EURO ED è COMPRESO UN COCKTAIL A BASE DI VODKA, ALL’ENTRATA TI FORNISCONO DI GUANTI E MANTELLA E SI ENTRA IN UN AMBIENTE DI GHIACCIO A -5° !

    Rispondi
  7. FRANCESCA

    ciao!!!
    alcune info per l’arrivo in hotel (formula 1) di notte!!!
    abbiamo il volo ryanair alle 9 e il volo arriva verso le 11,30.
    è possibile dopo mezzanotte in quell’hotel?

    grazie mille
    Francesca

    Rispondi

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