Paris à vélo

Alla fine sono partito. Ho passato il giorno di Ferragosto a cercare ispirazione sulle destinazioni possibili cercando di vincere la naturale resistenza che si opponeva dentro di me ad affrontare un altro viaggio da solo. Località di villeggiatura marine o montane e isole di divertimento sono state le prime mete escluse e ho convenuto quindi per un viaggio di breve periodo in qualche capitale europea. Parigi e Amsterdam erano le candidate, ma la seconda l’ho scartata non trovando in cosi breve tempo un volo low cost per raggiungerla. Nel frattempo si andava delineando anche la possibilità di visitare Stoccolma che non avevo mai considerato come destinazione e invece poteva essere una valida alternativa.

Decido per Parigi prenoto il volo della Windjet da Forli e una stanza in un alberghetto con un buon feedback su venere.com dal 21 al 25 agosto. Devo dire che la scelta dell’albergo si è dimostrata felice sia come posizione che come struttura. 35 euro a notte per una singola con servizi nel piano nei dintorni di LaFayette non sono male. Albergo tranquillo che consiglio per chi non pretende altro che un letto e servizi puliti.

Purtroppo nei voli low-cost si può andare incontro a possibili ritardi e inconvenienti. E il mio volo non si è dimostrato da meno. Rispetto a una partenza prevista per le 9.00 a.m. l’aereo è decollato alle 13.30 con 4 ore di attesa nella piccola sala imbarchi dell’aereoporto di Forlì. Approfitto del ritardo per documentarmi su Parigi sulla lonely planet, visto che ho affrontato questo viaggio abbastanza da sprovveduto senza avere ben chiaro cosa visitare. Arrivo in albergo alle 18.00 e un’ora dopo sono in giro per i passages seguendo un itinerario consigliato, ma ahimè è lunedi tutti i negozi sono chiusi e alle 19.00 viene chiuso pure l’accesso a queste strade coperte. Accenna una pioggerella e mi dirigo verso il quartiere Marais per la cena. L’ombrello è ovviamente in albergo e la pioggerella si trasforma ovviamente in acquazzone. Mi rifugio completamente fradicio in un cafè per un croque a monsieur e la prima serata a Parigi finisce qui.

Il secondo giorno per fortuna c’è sole, dopo un breve giro a Les Halles per comprarmi una giacca impermeabile (non si sa mai), decido di noleggiare qui una bici. Per una giornata sono 10 € e inizio il mio giro per le strade di Parigi, senza una meta ben precisa ma seguendo le indicazioni per le bici. A Parigi le piste ciclabili ci sono sia percorsi riservati esclusivamente a bici oppure le corsie previste per bus e taxi. Comunque per orientarmi un po’ avevo con me anche una piantina con indicati tutti i percorsi preferenziali. Il primo giorno mi faccio Champs-Élysées, Place Charles de Gaulle con l ‘Arc de Triomphe, il lungo Senna fino alla Tour Eiffel, i Champs-de-Mars, poi Saint Germain des Prés, arrivo a Notre Dame e da qui all’Île Saint Louis, per arrivare a Place de la Bastille e poi…poi sono già le 18,30 l’ora di riportare la bici nel deposito. Parigi è tutta pianeggiante e si pedala facilmente e ci si può imbattere in situazioni curiose. Fan di Lady D che lasciano il loro pensiero scritto sul muro del tunnel dell’alma. Coppie di sposi giapponesi che si fanno fotografare con l’abito di nozze davanti alla Torre Eiffel, una di queste addirittura aveva organizzato un picnic sul prato con tanto di invitati e torta nuziale. Oppure assistere ad una scena d’azione di un film in lavorazione. La serata prosegue con un giro a piedi di nuovo al Marais piu’ vivace del giorno precedente con gente che mangia all’aperto in tavolini minuscoli.Parigi

Il terzo giorno ancora sole per fortuna…e ancora bici…Mi lascio trasportare verso il quartiere a luci rosse di Pigalle, che anche se in pieno giorno pullula di insegne luminose e di locali aperti per chi ha voglia di divertirsi con video o strip pure a mezzogiorno. Una ex donnina con capelli scarmigliati e trucco esagerato che fa la buttadentro mi attacca bottone e mi prende per il braccio invitandomi ad entrare a tutti i costi a dare un’occhiata, anche solo per un minuto, anche se la cosa non mi piace. Voglio continuare il mio giro e non ho alcuna interesse a vedere cosa c’è aldilà del telo nero…insiste ma salgo in bici e la lascio che impreca qualche colorita esclamazione in francese. Mi dirigo verso Montmartre e do un’occhiata dal ponte al cimitero famoso per i suoi sepolti illustri…Da qui si comincia a salire, il quartiere è molto caratteristico con le sue stradine, negozietti e poche macchine. Uno sguardo al panorama visto dalla scalinata della basilica di Sacrè Coeur e una pausa in una boulangerie dai profumi di pani e dolci inebriante. Con lo stomaco pieno decido mi dirigo verso la parte sud per visitare il Quartiere Latino e Montparnasse…ma mi lascio guidare dalle segnale delle bici sull’asfalto…e ovviamente sbaglio strada dirigendomi verso nord. Costeggio un ponte di una ferrovia sopraelevata e un canale che mi porta verso il parc de la Villette all’estrema periferia di Parigi. Poco importa se devo cambiare programma è bello comunque vedere colori, facce, palazzi e il Parc de la Villette è veramente piacevole: un canale tranquillo, prati verdissimi sulle due sponde. Alla fine del parco scelgo di proseguire con meta Cimitière de Père Lachaise, nonostante la strada in salita e il cielo non piu’ luminoso come la mattina. La giornata si rivela più ginnica che turistica…salto il cimitero perchè abbastanza disidratato e dopo la salita una lunga discesa fino alla Bastiglia. Da qui verso Place du Vosge con i suoi portici, i suoi palazzi caratteristici e il parco al centro. Serata in un ristorantino di Montmartre con una buona crepe salata.

Il quarto e ultimo giorno il tempo non promette bene. Per oggi giro a piedi e magari qualche museo. Il Louvre lo scarto a priori dicono che ci voglia piu’ di un giorno per visitarlo tutto. Mi dirigo quindi verso il Musée d’Orsay, non sono molto amante degli impressionisti, ma dicono che la struttura che li ospita, ricavata da una ex-stazione meriti comunque una visita. Prima di arrivare uno sguardo all’Opera, alla chiesa neoclassica della Madeleine, alla austera e ricca Place Vendome e a Place de La Concorde dove inizia la pioggia battente che non scoraggia le foto ricordo dell’ennesima comitiva di giapponesi che dotati di impermeabile…ovviamente giallo…conferiscono una nota di colore sul grigio della piazza. Al museo ovviamente c’è da fare una mezz’oretta di fila che scorre abbastanza veloce. E come mi era stato detto l’impatto visivo della grande volta della stazione è veramente esaltante cosi come trovo geniale l’aver ricavato in questo spazio un museo. Merita assolutamente una visita anche se ribadisco che trovo gli impressionisti un po’ noiosi, salvo alcune eccezioni. Dopo l’arte un po’ di riposo (forse risento delle pedalate dei giorni precedenti) e un po’ di shopping da H&M. Anche se ho poco tempo mi ero ripromesso di fare una visita all’interno del Centre Pompidou e anche qua ne vale la pena. La struttura nella sua modernità è affascinante e mi vedo un’interessante mostra visuale dedicata ai movimenti dell’immagine. Salendo fino all’ultimo piano godo dell’ultimo tramonto dei tetti di Parigi, del cielo rossastro dove si staglia luccicante la Torre. Serata in giro lungo le vie brulicanti di ristoranti e locali del Quartiere Latino.

E’ il post piu’ lungo…non me ne vogliate…Parigi val bene una messa come si suol dire e sicuramente ci ritornerò…ho ancora tanto da visitare…Qui le foto di questi soggiorno parigino…

8 pensieri su “Paris à vélo

  1. Luca

    Stamattina ho fatto volentieri questa escurzione a Parigi,non so se avrò mai occasioen di andarci(purtroppo?) ma sicuramente mi sarà stato utile averla vista attraverso il tuo diario di viaggio e le tue foto(belle),unica “bestialità”..visitare il Musèe d’Orsay per…..ammirare la struttura dell’ex stazione…..crollo di un mito!🙂

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  2. Gianluca [LdO]

    Racconto bellissimo e coinvolgente. Solo un lato oscuro: come diavolo hai fatto IN BICI a vedere il tunnel dell’Alma??

    Ammesso che tu sia riuscito a scendere, come diavolo sei risalito?

    Firmato:uomo di poca fede, rinnegato dalla scuola Shimano.

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  3. garagolo Autore articolo

    @giopim
    non ero io e non ci penso nemmeno…a farmi venire gli occhi a mandorla

    @luca
    ma io intendevo che la visita al museo d’orsay vale la pena anche solo per vedere l’idea di museo realizzata in quel contesto…e poi chiaramente tutto il resto…ma non c’è niente da fare …le ballerine di Degas non mi esaltano…

    @gianluca [LdO]
    mi sono limitato a vedere il tunnel dall’alto e a fotografare tre sudamericane fan di Lady D

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  4. UnoDiPassaggio

    Bene. Sei partito alla fine. Non ti avevo suggerito Parigi perchè pensavo la conoscessi già. Ottima scelta per una breve fuga “in solitario”. Unici appunti al tuo viaggio, se posso ritagliarmi questo ruolo di ipercritico: hai fatto troppo vélo e troppo poco métro (ma il problema è mio, io che sono un simpatizzante del cemento armato) e al Louvre dovevi comunque andarci, fosse solo per attraversare correndo le sale come i dreamers di Bertolucci (che a loro volta imitavano la band à part di Godard). ^^

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  5. Rob

    Belle foto, ma quante storie per un viaggio in solitaria (a proposito,a letto alle 22?). Dissento con Luca.La New Tate, la Neue Nationalgalerie e questo gioiellino curato dalla Gae sono strutture che hanno una dignità notevolissima.E a Roma consiglio un salto alla Montemartini…Ciaooo

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  6. Buone patate

    Bella l’idea di prendere la bici (un po’ faticosa), però la prossima volta non perderti la Sainte Chapelle.. magari in una giornata di sole! E il Louvre: guarda che è aperto anche due sere a settimana (e il biglietto costa la metà, e non trovi folla..un po’ tranne giovani parigini che entrano gratis)

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